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Sorichetti: “Marche all’Opera, un network che unisce le nostre iniziative e il nostro territorio”

05 Maggio 2023

Giovanni Giacchi

Intervista con Alfredo Sorichetti, direttore artistico di Marche all’Opera

Domenica prossima anteprima all’Annibal Caro della quinta edizione di Civitanova all’Opera. Cosa devono aspettarsi quest’anno i numerosi appassionati della rassegna che hai creato e dirigi?

Civitanova all’Opera è stata creata grazie alla volontà di tanti amici civitanovesi che hanno creduto nel progetto di riportare la grande lirica nella nostra città che indubbiamente merita di promuovere anche una stagione operistica tra le sue tante proposte culturali. Certamente le due amministrazioni comunali, quella attuale e quella precedente hanno creduto nel progetto, in primis il sindaco Fabrizio Ciarapica che ringrazio per questo.

L’edizione di quest’anno metterà al centro ciò per cui l’opera è nata e cioè sviluppare gli aspetti emotivi e psicologici che contengono per poi porgerle agli ascoltatori. Parlare attraverso le emozioni, gli stati d’animo, parlare attraverso la capacità di evidenziare le caratteristiche delle diverse personalità che vivono nei personaggi e nelle quali l’ascoltatore si va ad identificare.

Puoi spiegare ai nostri lettori quali sono le basi (culturali e artistiche) di una rassegna così seguita? Quali i criteri di scelta?

Innanzitutto la qualità. Abbiamo sempre cercato professionisti con alti standard di qualità: infatti i nostri artisti li si può ascoltare regolarmente nei teatri più prestigiosi. Diamo anche spazio a giovani talenti particolarmente meritevoli affinchè possano avere una possibilità per dimostrare il loro valore. La nostra rassegna offre inoltre opportunità di lavoro a tanti professionisti dell’orchestra, del coro e delle maestranze, che sono tutti del territorio.

La linea artistica scelta fin dall’inizio è quella di creare allestimenti tradizionali che mettessero al centro la musica e le emozioni che sono vissute nel contesto dell’opera.

Domenica saliranno sul palco il soprano Francesca Carli e il tenore Enrico Giovagnoli, che insieme formano Opera Pop. Già dal nome, è un’apertura “a nuovi linguaggi”?

Il concerto di domenica è la nostra anteprima e rientra nell’interessante Stagione di Primavera ideata dall’Azienda Teatri di Civitanova. È uno spettacolo diverso da quelli che proponiamo di solito, molto coinvolgente per il pubblico nel quale si spazierà dalla lirica al pop, alla tradizione napoletana, entrata oggi a pieno diritto tra i classici nei concerti di opera lirica nel mondo.

Sarà un concerto in ricordo di Luigi Ciucci, scenografo nella prima edizione della rassegna e collaboratore del festival, scomparso da poco?

Sì, dedicheremo l’apertura del concerto al ricordo dell’amico Luigi Ciucci che è stato nostro insostituibile collaboratore ed eccellente scenografo. Davvero un artista geniale che aveva grandi doti, anche umane.

Parlaci dei tuoi concerti nel mondo. Sei appena stato ad Astana a dirigere l’Orchestra nazionale kazaka. Che emozioni ti ha donato? E quali sono le prossime tappe?

Oggi faccio ciò che sognavo di fare già da bambino e questo è fantastico. Dirigere le orchestre in giro per il mondo non è un mestiere, è un grande privilegio. Ti dà la possibilità di viaggiare e di conoscere non solo i luoghi, le città o i teatri, ma anche i musicisti delle orchestre con cui si fa musica insieme ed entrare con essi in una relazione profonda, quasi spirituale. È questa una esperienza unica: realizzare un contatto umano attraverso le emozioni della musica.

In Kazakistan ho diretto una delle orchestre più prestigiose della nazione, e in programma c’era la bellissima Sinfonia n. 1 di Dmitri Shostakovich che avevo affrontato per la prima volta nel 1994 quando superai la selezione per accedere alla prestigiosa Accademia Chigiana di Siena. Il Kazakistan, che da trent’anni è indipendente, ha respirato da sempre la cultura russa; avendo diretto tanto soprattutto all’inizio della mia attività in Russia e nei Paesi dell’Est, compresa l’Ucraina, e quindi amando la cultura musicale di questi paesi, mi addolora il fatto che, per scelte politiche di qualcuno si debba arrivare a divisioni, uccisioni, guerre.

Anche la musica e l’arte ne esce sconfitta perché perde il suo obiettivo di far comunicare; dovrebbe invece continuare a viaggiare ad alti livelli, superiori alle miserie dell’uomo e alle scelte narcisistiche che a volte
questa società mette in pratica.

Tra un mesetto sarò dall’altra parte del mondo, in Messico per dirigere L’elisir d’amore; tornerò poi a Varna, dove ricopro l’incarico di Direttore Ospite del Teatro dell’Opera, per dirigere Il trovatore, Nabucco ed Ernani. E poi c’è Civitanova all’Opera, l’impegno a cui tengo indubbiamente di più perché lo realizziamo per la nostra amata città.

Porti Civitanova nel mondo, la fai conoscere attraverso l’Arte. Che immagine ha la tua città all’estero? Cosa ti chiedono di Civitanova? Che immagine hanno di essa e dell’Italia in generale?

La nostra è considerata a ragione una città molto attrattiva e in grande espansione nella quale molte persone con cui sono in contatto avrebbero desiderio di vivere. All’estero forse la si conosce ancora poco.

Per quanto riguarda l’essere italiano, specialmente per un artista, all’estero è già un eccellente biglietto da visita. La genialità ed il talento italiano sono assolutamente riconosciuti e sono visti come un’eredità che abbiamo ricevuto, che abbiamo nel nostro DNA, grazie ai grandi artisti che ci hanno preceduto.

Nella mia recente visita in Kazakhstan ho scoperto che i due teatri più importanti dell’avveniristica capitale Astana contengono un po’ d’Italia dentro. Il primo è stato progettato dall’architetto italiano Manfredi
Nicoletti, contiene 3.500 posti ed è una vera meraviglia; qui abbiamo realizzato il nostro concerto.

L’altro, costruito in soli tre anni, è nello stile del Teatro Bol’soj di Mosca ed ha delle stupende rifiniture realizzate con l’elevata qualità del marmo della nostra Carrara. Venire a conoscenza di questo in un Paese così e lontano e diverso da noi, ha fatto riaffiorare ancora in me il forte orgoglio di essere italiano.

E soprattutto: cosa si potrebbe fare in più per promuovere Civitanova e le Marche all’estero? Hai qualche progetto in merito?

Lavorare in rete. A questo proposito abbiamo creato una rete che si chiama Marche all’Opera e che mette in contatto attraverso l’iscrizione alla newsletter del sito www.marcheallopera.it gli appassionati per ora di sei importanti realtà marchigiane che sono Civitanova all’Opera, il Concorso Lirico Internazionale Anita Cerquetti di Montecosaro, la stagione Morrovalle d’Armonia, concerti a Loreto, a Porto San Giorgio e a Monterinaldo nello splendido scenario dell’Area Archeologica della Cuma.

È un modo per promuovere la cultura e l’arte musicale e, attraverso di esse, le varie realtà del nostro territorio che sono così diverse nelle loro peculiarità e quindi ci arricchiscono, ma allo stesso tempo, che hanno una così grande necessità di rimanere connesse tra loro.

APERTA LA STAGIONE OPERISTICA

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